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    June 30

    Quando la barca va

    Ebbene sì, la barca va, o se non va, si ferma.
    Potrebbe anche essere già ferma, a dirla tutta, ma io penso di no.
    Procedono inerzialmente tutte le cose, quasi che una volta messe in moto non si potessero più fermare. La tesi sicuramente è così, una volta che te ti sbatti un po' per farla il sistema non ti ha in nota più di tanto, si limita a lasciarti scivolare avanti. Certo, è vero che di fronte a una rilegatura in copertina azzurrino celestino fluorescentino nessuno si permetterebbe mai di fermarti e dirti: oihbo...E' chiaro lo stato di poca sanità mentale di colui che l'ha scritta e via, lungi da me :P
    E va beh, va benissimo lo stesso. Non è che  abbia molto da dire, a parte il caloroso mordi e fuggi fiorentino, in cui ho partecipato a un matrimonio, una festa d'addio e una di compleanno. Vedremo i prossimi giorni, dove mi porteranno. Per il momento ho solo un biglietto sola andata per Brema, e poi tutto il resto è da vedere.
    June 22

    passare a linux

    Allora, sí, ragazzi, facciamo gli anticonformisti... Passiamo a Linux, che é figo, dai, tutti insieme! ...Tu sei lí, che ti partizioni il disco, una menata infinita, perché cosí, eh eh, micca sono idiota che se non mi funziona qualcosa ho sempre l´altro sistema. Bene. Ti formatti tutto, dunque, re-istalli da capo con i tuoi due pezzi di Hd. Bene. Poi dici, okkei, scarichiamo linux e via col lisio. Non fosse che il suddetto linux decide di non leggere la tua partizione, o quanto meno che non gli piace. E te gira e rigira, scanchera e ri-scanchera, dopo 2 ore sei ancora lí. Vorresti ignorare il tutto, ma a quel punto é windows che ti si é offeso dalle tue due nonsisaperché abortite istallazioni di linux che non ne vuole sapere di partire. Cosí ti ritrovi, come un idiota, a guardare la scritta: sistema operativo mancante. Opporcaloca, e mo? Dici te, bene, niente panico, ho sempre il cd di avvio di linux, vorrá dire che faró il passo da alternativo, e installo solo quello. Bene. Tutto liscio. Funziona incredibilmente tutto. Finché, vedi una riga di comando che dice tipo: questa cosa quá, no. Ma te dici, vabbé, sará il programma del cellulare. E invece il programma del cellulare c´é e funziona. Ma ovviamente la scheda wireless, che dovrebbe essere supportata, no. Ovvio. .... Mi spiegate cosa me ne fo di un portatile senza wi-fi?
    June 21

    Le serate no, le serate sí

    La situazione si fa complessa... Quá, é proprio vero, non esistono piú le mezze stagioni. Non che probabilmente in Germania ci siano mai state, ma comunque é sempre bello pensare che da qualche parte fossero esistite. In ogni caso, la schizofrenia esiste, é un´entitá e si aggira per le strade di Muenster. O quanto meno ha deciso di venire a visitare le mie serate, composte di deliri viziosi e discussioni teologiche, di serate passate a cucinare maiale al rhum con Imam Tunisini che cercano di convertirti, in campi di grano, ma rischiando di essere investito dai biciclettari folli... In tutto ció il diktat: entro oggi ci s´ha da riscrivere la tesi, diventata di un quantitativo spropositato di pagine( dannata interlinea 1,5...averli saputo prima! ). Perché casomai domani il prof la leggesse, la correggesse, la mandasse, potrei durante le notte metterla a posto e venerdí mandarla in stampa... Sí, appunto, si tratta della famosa schizofrenia che impera. In ogni caso mi bullo delle mie chiavi dell´ufficio, in cui posso scrivere sul blog. -inzomma, secondo voi, quando dovrei tornare in italia?
    June 19

    La tesi

     
    A parte quelli che vorrei uccidere poichè esistono, ma a quel numero corrispondono sempre poche persone ed essendo che esse lo sanno non corriamo il pericolo di stragi varie, attualmente ho particolarmente in odio tutte le copisterie del mondo.
     
     
    MA come si fa, dico io, a estorcere 6,5 euro a copia di tesi e poi fartela in una settimana? L'odio scorre viscerale...
     
     
     
    June 04

    I giovani ...

     

    Caro presidente del consiglio,



    Io sono uno di quei “bravi giovani di buona volontà”, di quei “bravi ragazzi” di sinistra. Ho fatto il mio bravo liceo classico, mi sto laureando in tempo, sto facendo esperienze all'estero, erasmus compreso, maneggio un paio di lingue decentemente, ho fatto il mio buon conservatorio musicale, e soprattutto, ho passione in politica.

    Nonostante questo, non sono in nessun partito italiano e non penso di poterci mai entrare. Vuole sapere perchè? Non è certo la fatica che mi, ma potrei benissimo dire CI, spaventa; se fosse solo questione di farsi il mazzo vedrebbe le sedi di partito piene di ragazzi che come me vorrebbero un'Italia migliore. Quello che CI spaventa, caro presidente, è di impegnarci come pazzi in qualcosa e un giorno trovarci là, su una di quelle poltrone come la sua, foderate di velluto. Là, comodamente seduti, potrebbe venirci in mente di guardarci indietro, di pensare alla strada che abbiamo fatto per giungere fino lì. Bene, signor presidente, a noi spaventa dover contare i cadaveri che avremmo dovuto lasciare sulla nostra scia, gli scheletri che troveremmo negli armadi, le bustarelle che spunterebbero dai nostri cassetti.

    A noi spaventa dare l'anima per una causa e poi renderci conto che non si è fatto altro che inserirsi nel solito sistema di giochetti, giochini, favori, maneggi.

    A noi spaventa credere in un'idea, lavorare per realizzarla e finire ad essere le ennesime marionette di un sistema sporco. E quindi, sporchi noi stessi.

    Attenzione, signor presidente, non siamo massimalisti. Non è che esista solo l'IDEA, e qualunque cosa che la metta in pratica, qualunque mediazione, la vediamo come un tradimento e dunque come una sconfitta. Siamo disposti a mediare, a trovare compromessi, perchè questa è l'anima della politica; ma oggi quello che dovremmo fare va oltre la mediazione: dovremmo svenderci. Dovremmo dire alla nostra coscienza: mettiti in letargo, mentre noi votiamo queste porcherie, e poi riprenditi quando c'è da fare una qualche manifestazione, così che possiamo ancora raccontarci di essere persone con una morale...che tutto sommato non siamo così pessimi.

    Dovremmo, per sentirci in pace con noi stessi, fare una qualche sparata moraleggiante, tanto rumorosa quanto sterile, perchè lavorare tutto il giorno in silenzio per realizzare ciò in cui crediamo ci è precluso.

    Noi combatteremmo volentieri per i posti, caro presidente, e se accorgerebbe in un attimo vedendo i suoi compagni di scuola presto soppiantati da giovani più in gamba e più svegli; ma lo faremmo, e lo faremo, se ne varrà la pena; se con questo si può cambiare le cose e avere ancora il coraggio di camminare a testa alta in mezzo agli altri italiani. Ma purtroppo, qua in Italia, questo non è ancora possibile.

    Non ci parli di primarie, per quanto io sia uno di quelli che ci abbia creduto, perchè quelle non sono state opportunità aperte a tutti, non sono state battaglie in cui qualcuno potesse vincere senza svendere l'anima. Non ci parli di dovere combattere per dei posti, quando la maggior parte delle persone che siede al suo fianco non ha combattuto battaglie che possano essere narrate, ma si è infilata tra le maglie di un sistema bucato. Nessuno di loro potrebbe raccontare sul serio ciò che ha fatto, su un blog, come in un poema epico, senza doversene vergognare.

    Per questo, caro presidente del consiglio, cari partiti di sinistra, cari parlamentari di tutti gli schieramenti, fareste bene ad ascoltare le parole del Presidente della Repubblica, che vi ricorda come la politica sia altro. Oppure potete andare avanti così, giocando sull'opportunismo e circondandovi di soggetti che, come voi, in questo humus trovano le proprie radici. Ma poi, non lamentatevi, se quando passate per strada la gente vi guarda come ladri, se avete bisogno di scorte, se le vostre poltrone durano in media un anno e mezzo. Quanto meno, non dite che i giovani non hanno voglia, e che è anche colpa loro se voi siete così. Così.



    Distinti saluti



    Fabio Mattioli

     

     

    ps: non so se l'ironia delle prima righe sia chiara, spero di sì!