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    August 31

    La ricchezza.

    Più ricchezza, ecco uno dei temi dominanti della campagna delle primarie del Pd.

    Qualcuno potrebbe dire che questo è uno dei temi da sempre di patrimonio di sinistra, collegandosi alle rivendicazioni salariali degli operai...Come se la condizione di oggi, in italia, fosse paragonabile a quella del secolo scorso.

    Non solo, ma facendo questo, dimenticherebbe che in nessuna idea di sinistra la ricchezza è mai stata portata avanti come scopo a sé bastante, in sé indiscutibile.

    A noi stessi di solito sembra ovvio che la ricchezza è non solo una cosa buona, ma anche necessaria. Ma, vorrei chiedere a tutti, ne siamo poi così sicuri?

    Che sia necessario un minimo di reddito, questo non si discute. E' il punto di partenza per poter avere una vita indipendente e dignitosa, permettendosi le cose strettamente necessarie( cibo, vestiti, istruzione, informazione ) e magari anche un minimo di relax ogni tanto. Ma quando i nostri politici parlano di un'italia più ricca si riferiscono forse a questo minimo? Oppure nelle loro parole ci sono allusioni a livelli di ricchezza molto diversi, più elevati ?

    E se è così, che valore può avere in sé quel surplus di denaro?

    E' per andare tutti in vacanza a Ibiza che la sinistra deve farci diventare tutti più ricchi?


    Il motivo che stava alla base della richiesta di ricchezza dei vari Marx e compari non era il raggiungimento della ricchezza in quanto tale, come mezzo per farci soddisfare ogni nostro capriccio. Era la ricchezza come mezzo di cambiamento della società. In sostanza, a guidare la riflessione sul denaro, c'era la profonda riflessione su come dovrebbe essere una società giusta.


    Oggi la sinistra pare aver perso, nel suo riflettere di scalini e scaletti, la capacità di pensare a che cosa servono queste riforme e riformette; cioè la capacità di dare un senso alla governance in vista di un'idea politica della società. Pare piuttosto che l'unico scopo rimasto sia quello di sviluppare una serie di marchingegni che permettano una governabilità e un aumento del pil o della ricchezza pro capite in sé conchiusa. Di cui, scusate, ma a me non frega niente. Se avere 100 euro in più significa vivere isolato da chiunque mi stia intorno, perchè non ci sono legami sociali, vedere signori che sguazzano nell'oro, sopportare l'idecenza culturale dilagante su tutti i media, allora io non penso ne valga la pena.


    Tanto più che quelli che si lamentano per il livello di ricchezza non sono gli immigrati sfruttati a 200 euro al mese, non sono i lavoratori in nero degli scantinati napoletani, ma i ceti medi, che di che campare dignitosamente ne hanno. Quelli che, insomma, non sono così pressati dalla necessità da dover reclamare con rabbia 50 euro di più, per poter sopravvivere. Quelli che potrebbero avere le capacità intellettuali e materiali per dedicarsi a immaginare e costruire una società più giusta.

    E invece...


    August 06

    il passaporto

    ...quando i genitori vi dicevano: non fare questo perchè non va bene, e voi sapevate che invece andava bene, come finiva la faccenda?

    Finiva che, magari con senso di colpa, magari non tutte le volte, ma l'avete sempre fatto, ciò che volevate.


    Mettere tasse ingiuste e assurde ha lo stesso procedimento: le persone ci si adeguano solo in qualche caso e malvolentieri.
    E' un sistema che diffonde tra le persone la sensazione di poter evitare di stare alle regole, perchè queste sono assurde e non pensate per i cittadini, ma per incassare di straforo.


    Per esempio, la marca da bollo sul passaporto. La ue ci ha imposto di non farla più pagare, e noi l'abbiamo tolta solo per i paesi di Schengen( ...anche se c'è molta confusione, anche tra le stesse forze dell'ordine su per quali destinazioni serva). La motivazione? Perchè mai io, individuo, dovrei pagare allo stato una tassa sui miei spostamenti? Che servizio mi da lo stato in più quando io vado in cina rispetto a quando io rimango in italia? Le ambasciate ci sono sia che io rimanga in italia sia che io vada al di fuori, e non dipendono dal mio spostamento, nè vengono pagate a numero di italiani assistiti. Idem per la polizia di frontiera, che sarebbe comunque al suo posto per controllare gli ingressi o semplicemente per presidiare le frontiere.


    Il punto è che una persona che fa un viaggio all'estero, non ha voglia di crearsi dei problemi, e dunque paga i suoi 30 euro senza troppo lamentarsi. Ma questa tassa è  dello stesso livello di dazi di frontiera, dei vecchi pedaggi.


    Insomma, come già si ragionava qualche annetto fa, siamo davvero al medioevo.
    August 03

    la il pesce non era d'aprile?

    I neopatentati non potranno guidare a più di 80 km all'ora sulle strade extraurbana e non potranno guidare veicoli di più di 50kv-tonnellata. ( o una qualche unità di misura del genere).


    MA io dico, siamo diventati matti?


    Anzichè puntare sulla prevenzione, sull'educazione, stiamo imponendo nuove regole assurde e inapplicabili.  Cioè, spiegatemi come si farà mai a controllare che un neopatentato non guida a più di 80 km orari...Non si è riusciti a fare in modo che i patentati seri, quelli con la patente piena, le stellette e l'account premium rispettino i limiti, che senso potrà mai avere imporre nuove regole?

    Ma poi, anche si riuscisse a controllare ogni volta questa velocità e a punire i colpevoli facendo rispettare la legge, vi pare che questa sia una soluzione? Le autostrade tedesche non hanno limiti di velocità, eppure ci sono meno morti che da noi. Il che significa che non è imponendo nuove e più assurde limitazioni che si risolve il problema.

    Le regole devono essere poche, chiare, sensate e controllabili. Poi si lavora sul piano dell'educazione.
    O meglio, questo farebbe un governo serio che volesse affrontare il problema, e non fare la solita democristianata.( a questo proposito il signor Cesa ci ha ricordato da poco cosa si intenda con questo termine: se ci sono politici che si trastullano con prostitute, avviciniamo la famiglia così non andranno più nei bordelli. Geniale. )

    Non solo, ma la faccenda della limitazione alla potenza delle auto...Ora, non avendo capito cosa significhi esattamente ( al tg dicevano che non si possono guidare più dei 1400 di cilindrata ), userò la logica: o questa limitazione è efficace, cioè riduce sensibilmente il numero di auto che un neopatentato può guidare, oppure è inutile. Nel secondo caso è assurdo averla aggiunta al codice della strada, rendendolo ancora più pesante di quello che già non è; nel primo caso cosa faccio se nella mia famiglia abbiamo solo delle auto di categoria superiore? Non guido per 3 anni?
    Se il ministro Bianchi, o chi l'ha proposta, mi sponsorizza un'auto nuova ottimo, ma se no che cavolo faccio?Senza contare che personalmente trovo un bmw 2500 molto più sicuro di una smart.

    Non vorrei che questo geniale articolo avesse avuto qualche suggerimento da chi ha interesse a vendere più nuove macchine...

    Se in un ano, il 2005, i morti sulle strade sono 5000 (...cioè indicativamente il numero di soldati statunitensi morti in iraq dall'inizio del conflitto) non penso che sarà certo ponendo delle restrizioni ai neopatentati che si risolverà qualcosa. Nè inasprendo le multe contro i bevitori. Il problema è prima, nella cultura dell'andare in macchina a ogni costo, del 50 col macchinone che ti supera se vai alla velocità indicata. Nel senso comune che dice che rispettare i limiti è da stupidi, o che la macchina è un oggetto cultuale.

    Potenziamo i servizi pubblici, insegnamo alla gente che si può essere indipendenti e grandi anche senza usare una macchina, e ridurremo già in questo inquinamento e incidenti. Insegnamo a rispettare i limiti e a non fare gli asini, e li avremo quasi annullati.

    Però per fare queste cose servono interventi veri, difficili, corredati di piani, di risorse. Piani che sappiano vedere avanti, e che non abbiamo il coraggio o le capacità di fare.

    Soprattutto quando il tesoretto, anzichè investito, viene sperperato per comprarsi il favore di una fetta dell'elettorato.